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Da cyberbullo a stalker il passo è breve

Riflessione su alcuni fatti personali

Di cyberbullismo e stalking oramai abbiamo quasi le orecchie sature e sistematicamente si riempiono paginate di blog e gozziglioni di convegni dove, gli addetti ai lavori parlano con lorostessi senza un reale coinvolgimento di chi invece potrebbe, da queste fiumane di parole, imparare qualcosa.
Il quesito è proprio questo: si sta trattando efficacemente questo tema?
La risposta varia, ma la mia impressione è di un secco NO.
Caro genitore, ha senso difendere sempre i propri pargoli?

Prima parte per i genitori

Leggevo un articolo su Oltreuomo che parla dei 6 tipi di genitori che fanno finire in analisi i figli (ci siamo tutti non abbiate paura).
Pensare a quei tipi di genitori, comuni in maniera devastante, e mescolando il tutto con la totale ignoranza che i genitori “moderni” hanno di Internet mi permette di realizzare che il cyberbullismo è una conseguenza naturale dei comportamenti (dis o anti)educativi che i genitori hanno.
Cari genitori, virtuale non vuol dire immateriale, non è che se una cosa avviene su Internet non esiste oppure per il fatto che VOI (e sottolineo VOI) non riusciate a toccarla non esiste.
Se un “povero bambino” (cit. Mamma elicottero vedi art. di cui sopra) — perdonatemi la digressione ma chiamare bambino uno stronzo di 12 anni è veramente uno schiaffo alla morale, meglio definirlo teppista o più semplicemente delinquente — comunque, se questo “povero bambino” vi rubasse da sotto agli occhi un pacchetto di gomme al supermercato “apriti cielo”, invece se “ruba” un film online non pagando il biglietto al cinema non succede niente (non è colpa vostra se non sapete la differenza tra prodotto e servizio, le cose però sono cambiate da un pezzo: WAKEUP!).
Se insulta un suo compagno sui socialcosi fate spallucce e liquidate il tutto come “ragazzate”. Vi faccio riflettere su tre punti:
  • se la vittima fosse vostro figlio come la prendereste?
  • se i genitori della vittima s’incazzano che fate? Spallucce?
  • se dalle parole si passa ai fatti e le minacce diventano molestie? Ancora spallucce?
Eh poverini, vi sento già che vi state autoassolvendo dicendo:
Categoria 1
  • ma come faccio a controllare?
  • ai tempi miei questi strumenti non esistevano
  • non so usare le tecnologie
o peggio ancora
Categoria 2
  • ma che sono queste stupidaggini?
  • quella femminuccia di bimbo se lo merita eheheh
  • che vuoi che ti facciano per queste cose
  • (opzionale se provincia) no dai lasciamo stare perché altrimenti in paese chissà cosa pensano
NB: se sei di quest’ultima categoria di pensatori, spero di incrociare la tua strada in un prossimo futuro. Per te so già che non c’è niente da fare, riformatorio per tuo figlio e ricondizionamento sociale per te.
Signori ma fare il genitore vi è mai sembrata una cosa facile? Corciarsi le maniche fintanto che si può e cercare aiuto là dove non si riesce a compensare le lacune con mezzi propri sono gli unici consigli che vi posso dare. Ah, armatevi di umiltà:
  • se avete un cyberbullo (cioè un teppista) in casa da qualche parte avete toppato.

Seconda parte per i ragazzi

Nota introduttiva: mentre sopra ho parlato di bulli riferendomi esclusivamente, ed impropriamente, a ragazzi, da qui in poi mi riferisco, senza troppo stereotipare, a ragazze vittime di stalking.
Chiara manifestazione di affetto di uno stalker
Distinguiamo le casistiche di intervento:
  • siete minorenni
  • siete maggiorenni

Siete minorenni

Nel primo caso c’è poco da fare, il cyberidiota punta ad una vostra debolezza:
  • timidezza
  • disabilità
  • orientamento sessuale
  • una caratteristica fisica
  • nazionalità o provenienza (anche sud vs. nord è un pretesto sufficiente)
  • estrazione sociale
Affrontare apertamente, e con le sole vostre forze, il cyberbullo non farà altro che aprire il fianco a nuovi punti d’attacco, magari ampliando anche alla sua cerchia di idioti (si perché il cyberbullo è di quella categoria di tipi psichiatrici che si muove ed agisce in branco).
Consiglio, tenete tutto:
  • conversazioni sui social
  • SMS, lista chiamate
  • email
  • foto, whatsapp, ask, kik, snapchat, quel che l’è
e rivolgetevi ai vostri genitori, se non li ritenete adeguati suggerite loro di rivolgersi alla Polizia Postale o ai Carabinieri di zona.

Siete maggiorenni

Vale quanto detto sopra per i “minorenni” ma aggiungo una cosa.
Siete grandi. Forse i vostri genitori non ve lo hanno detto, o più semplicemente ritengono che non è il caso di farvi sentire tali, ma per la legge italiana siete “capaci di agire” ergo maturi quanto basta per prendere decisioni, e responsabilità conseguenti, con la vostra testa.
Certo, i genitori che vi sono capitati potrebbero ricadere in una delle due categorie sopra descritte, quindi potrebbero opporre i loro dubbi e le loro perplessità a quanto vi sta accadendo, ma come ho rimarcato più volte sono le loro non le vostre.
Certo, è vero che vivete in una società di mera apparenza e, falsa, socialità, quindi penserete che una decisione come quella di querelare, giustamente, uno stalker può avere delle ripercussioni. A questo pensiero oppongo una riflessione:
  • perché subire le pressioni psicologiche di un perseguitatore non ha ripercussioni su di voi?
Mostrare pietà o menefreghismo per chi irrompe nella vostra vita senza chiedere permesso è un atteggiamento mostruoso come quello di chi vi perseguita, magari dicendo di provare sentimenti per voi, ma altri non ama se non sé stesso.
Mostrare obbedienza e rispetto verso i propri genitori, in questo caso, potrebbe rivelarsi un grave errore, forse quello veramente fatale.
Gli strumenti di tutela ci sono, per fortuna, mi raccomando usateli:
  • esposto: strumento light per procedere con un gesto di ammonimento nei confronti dello stalker
  • querela: strumento irrevocabile che porta alla procedura penale nei confronti dello stalker
Approfondimenti:

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